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Zanzibar, nonostante sia un’isola piccolina, offre davvero molte opportunità per tutti i gusti. 
Per chi ama il mare e le bianche spiagge da sogno; 
per chi vuole scoprire una natura selvaggia o per chi adora le immersioni subacque
ma anche, per chi vuole conoscere e apprezzare la vera storia e la cultura di questo Paese.

Rimarrete colpiti e affascinati da questo luogo un po’ mistico e selvaggio insieme e qualsiasi Esperienza decidiate di fare vi lascerà
un ricordo indelebile nel cuore e nella mente… 


MARE e RELAX

Passeggiate e snorkling alla barriera corallina
Direttamente dalla nostra spiaggia si ha la possibilità di fare snorkeling alla barriera corallina durante la bassa marea con le imbarcazioni tipiche dei pescatori locali, i ngalawa.
Quando il mare si ritira svela i suoi gioielli più preziosi: stelle marine di tutti i colori, lingue di sabbia, conchiglie, coralli e i coloratissimi pesciolini del reef…...
Inoltre, potrete ammirare la costa dal mare  
da un’angolazione incantevole, incontrare i pescatori, ma anche le donne e i bambini mentre raccolgono i frutti dell’oceano!





Sand Bank e Prison Island
Per gli amanti del mare è sicuramente una delle escursioni più suggestive e complete. Infatti,  si svolge  sulla costa occidentale dell'isola, di fronte alla capitale Stone Town, e proprio per questo si godrà  di una peculiare vista panoramica sulla città e si visiterà inoltre la famosa isola di Prison Island, localmente conosciuta con il nome di "Changuu Island" , è un'importante sito storico sia per le tartarughe giganti provenienti dalle Sheyshelles, sia per le rovine delle prigioni, un tempo di proprieta' del sultano Bargash.
A bordo dei tradizionali dhow a vela si gusterà frutta tropicale, deliziosi spuntini, succhi di frutta e the' alle spezie e si raggiungerà la bellissima lingua di sabbia, chiamata "Pange". 
In questo suggestivo scenario si potrà fare snorkeling tuffandosi nelle cristalline acque dell' Oceano Indiano che circondano l'atollo. 
Il pranzo, incluso nell'escurione, prevede gustosi piatti swahili, saporiti formaggi, barbeque di pesce, bevande fresche, vino bianco e caffe'.





























Tramonto alle Spiagge del Nord
Al nord dell'isola le spiagge di Kendwa e Nungwi regalano suggestivi tramonti africani. 
Per chi cerca vita da spiaggia più vicina al senso europeo e lontano da quello africano sono sicuramente i luoghi più indicati.
Si potrà visitare il cantiere dove costruiscono i dhow a Ras Nungwi, la punta più a nord dell'isola, oppure rimanere sulla spiaggia attendendo che il Sole cali nel mare...




Immersioni e Snorkeling nell'atollo di Mnemba
L'atollo di Mnemba è situato a nord-est dell'isola di Unguja. 
E' un'area marina protetta ed è il luogo ideale per le immersioni e lo snorkeling
Infatti, la sua magnifica e intatta barriera corallina ammalia gli occhi dei suoi spettatori:
un affascinante mondo sommerso con una grandissima varietà di coralli, pesci colorati che si muovono in banchi e non solo!!! 
Un luogo esclusivo che regala emozioni uniche come solo l'Oceano sa fare.
I più fortunati potranno avvistare i delfini che nuotano in libertà e in alcuni periodo dell'anno si potrà assistere alla migrazione delle balene!!!
One Ocean organizza quotidianamente sia escursioni snorkling che immersioni per chi è già in possesso di un brevetto subacqueo.
Per chi non avesse mai provato l'esperienza di respirare sott'acqua, questo professionale centro diving vi farà provare l'emozione del "battesimo del mare".Se questa attività vi entusiasma potrete anche frequentare i corsi PADI e ottenere il brevetto da sub!




NATURA,PAESAGGIO e AVVENTURA

Spice Tour, la visita alle piantagioni delle spezie
Zanzibar è storicamente conosciuta come l'"isola delle spezie", grazie allo sviluppo dell'economia delle piantagioni durante l'Ottocento. 
I profumi di questa terra hanno invaso ogni angolo del globo rievocandone il nome ogni qualvolta si pensi agli aromi esotici. 
E' un'escursione forse un po' sottovalutata, ma di sicuro da non perdere, interessantissima e curiosa per conoscere ed apprezzare una delle parti più autentiche di quest'isola.
Le piantagioni delle spezie e sono un vero e proprio paradiso dell'olfatto ed è incantevole passeggiare attraverso le coltivazioni di cannella, cardamomo, chiodi di garofano, cumino, curcuma, henné, noce moscata, pepe, peperoncino, tamarindo, vaniglia, zafferano e zenzero. Inoltre, il personale delle farm vi farà toccare con mano le diverse piante, assaporarne i profumi ed assaggiare i frutti di questa terra.
Le coltivazioni sono situate a poca distanza dalla capitale, vicino alla località di Mwera.




Jozani Forest
Gli amanti della natura non possono perdere la visita di questa tipica foresta tropicale umida. La Jozani Forest è una riserva naturale protetta situata a sud-est dell'isola vicino alla baia di Chwaka
lungo la strada per Paje e Pete, ed è visitabile nelle sue parti più interessanti in circa due ore.
Al suo interno si trovano diverse specie vegetali, infatti è ricca di eucalipti secolari, allori alessandrini, palme giganti e palme da olio. 
Oltre ad osservare queste specie di vegetali, si possono facilmente ammirare i Colubi Rossi (Red Colubus), una specie di scimmia endemica riconoscibile dal curioso dorso rosso e dal buffo musetto, che abituata ormai alla presenza dell'uomo si mette in mostra senza problemi...
Non lontano dalla Jozani Forest, un sentiero sterrato porta all’interno della palude di mangrovie, che insieme alla riserva delle farfalle equatoriali, completa questa visita naturalistica. 





STORIA e CULTURA

Stone Town: La perla dell'Oceano Indiano
“Stone Town potrebbe essere stata una delle città più belle al mondo.
Costruita su un angolo di terra che protende in un mare
color blu lapis-lazzuli, puntellato di selvagge isolette e circondata alle spalle da colline verdeggianti ricoperte da alte palme ondeggianti, non dovrebbe avere nessun rivale.(…)
La città è  un labirinto di tortuosi e stretti vicoli, ma così stretti, che in molti di questi nessun tipo di mezzo con le ruote può passarci attraverso.
E’ una città dalle brillanti albe e dai tramonti color porpora; di ombre che entrano nelle finestre; di misteriose scale e di massicce porte  incastrate in grigi muri; di finestre barricate e di edifici in rovina. 
E’ una città di ricchi mercanti e strade affollate, palazzi raggruppati e vivaci piazze del mercato.
Soprattutto questa città è il baccano del baratto e le urla che provengono dal porto; il fascino del sole, la magia del mare e il ricco sapore delle spezie orientali.”
Questa è la descrizione di F.B. Pearce, Primo Residente Britannico a Zanzibar alla fine dell'Ottocento. Oggi come allora, il fascino di Stone Town si rispecchia in queste parole, in una città dove sembra che il tempo si sia fermato.


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La "Città di Pietra"  è un raffinato esempio di città costiera e commerciale Swahili dell’Africa orientale. Questo aspetto si trattiene nel suo tessuto urbano e nel paesaggio cittadino  virtualmente intatto che riflettono la sua particolare cultura, la quale ha unito insieme e omogeneizzato per oltre un millennio gli elementi più disparati delle culture dell’Africa, delle regioni arabe, dell’India e dell’Europa. 
Dal dicembre 2001 la capitale di Zanzibar è entrata a far parte della World Heritage List dell'Unesco, poichè è una notevole manifestazione materiale della fusione e dell'armonizzazione delle culture
; la sua architettura e gli edifici urbani rappresentano in modo eccezionale l'intensa e secolare attività marittima e commerciale tra l'Asia e l'Africa; infine,  Stone Town ha una grande importanza simbolica nella soppressione della schiavitù, poiché fu uno dei più importanti porti per il commercio degli schiavi in Africa orientale, ma  fu anche la base dalla quale gli oppositori  di questa pratica, come David Livingstone, condussero la loro campagna.      


La visita del centro storico inizia dal mercato di Darajani, punto nevralgico della città, sia per i commerci sia per i collegamenti con le altre località dell'isola. 
market1Costruito nel 1904, venne dedicato alla dinastia dei Sultani di Zanzibar, gli Albussaidi. Secondo il piano regolatore britannico, l’edificio avrebbe dovuto essere demolito negli anni ‘70, ma l’instabile situazione politica conseguente alla rivoluzione del ‘64 permise la sua sopravvivenza.
Anche se non ha nessuna peculiarità storica o architettonica, il mercato di Darajani  è sicuramente uno degli edifici di demarcazione di Zanzibar. Presenta un ingresso principale che si apre sulla strada principale, dal quale si accede alle due ali nord e sud, che ospitano rispettivamente il mercato della carne e quello del pesce. Alle spalle, invece, si trova il primo mercato di frutta e verdura circoscritto da chioschi in legno, mentre un piccolo quartiere di botteghe divide quest’area dal secondo mercato della frutta e della verdura, l’Estella Market.
Poco distante dal mercato si giunge alla Cattedrale Anglicana e alle Prigioni degli schiavi. La cattedrale, chiamata anche la Cattedrale dell’UMCA (Universities Mission to Central Africa), si erge nel punto esatto in cui veniva svolto il mercato degli schiavi: la tradizione vuole che l’altare sia posizionato sul luogo in cui gli schiavi venivano venduti all’asta. La prima pietra fu posata nel 1873, anno di chiusura di questo terribile mercato, sotto ad essa vennero lasciate simbolicamente alcune monete, mentre un'iscrizione in arabo ed in inglese illustra lo scopo della costruzione. I lavori furono supervisionati dal vescovo Steere, il quale unì insieme elementi gotici e arabi, curò personalmente ogni fase della costruzione; l’unica sua assenza fu la causa dell’errato montaggio delle colonne in marmo del battistero: ancora oggi si possono vedere capovolte. 
Le piccole ed anguste prigioni si trovano, invece, nei sotterranei 
del St. Monica Hostel, all'inizio della strada che porta alla Cattedrale. 

Le tipiche vie del centro storico ricordano un po' le calli veneziane, dove il rischio di smarrire l'orientamento è facile, ma perdersi sarà un'occasione per scoprire luoghi affascinanti, ammirare i palazzi con i loro splendidi balconi decorati, le loro logge e, soprattutto, gli antichi e maestosi portali arabi in legno intarsiato.
Si raggiungerà poi la parte della città che si affaccia direttamente sul mare,dove si potranno ammirare e visitare altri luoghi simbolo della capitale.

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La costruzione più imponente è sicuramente la Casa delle Meraviglie, antico palazzo di rappresentanza del Sultano, ora sede della Stone Town Conservation Autorithy. Al suo interno è stato adibito un semplice, ma bellissimo museo sulla storia e la cultura dell'Arcipelago di Zanzibar. Inoltre, vale la pena visitarlo anche solo per la suggestiva e sublime vista panoramica sulla città e sul mare antistante.
Proseguendo in questa direzione si incontra l’Old Dispensary
un grande palazzo in stile indiano costruito con pietra madreporica, di colore verde chiaro, con bellissime balconate intarsiate e decorate. La facciata consiste di un enorme balconata a due piani, ornata d’intarsi e legno a traforo. E’ sicuramente uno dei palazzi storici più caratteristici di Unguja e rappresenta la massima espressione barocca dell’architettura indiana a Zanzibar.L’attuale edificio è sul sito del precedente Beit el-Sahil che significa “il palazzo sulla riva del mare”; venne fatto costruire da Seiyyd bin Said tra il 1828 e il 1834 e fu distrutto dal bombardamento inglese del 1896, conosciuto anche come la guerra più breve della storia (durò solo 45 minuti!). 
Tra la casa delle Meraviglie e l’Old Dispensary si trova il Palazzo del Popolo, un largo edificio bianco che si affaccia sul mare. 
Inoltre, davanti al palazzo, dal 1904 al 1927, transitava il treno a vapore di Bububu, l’unico nella storia di Zanzibar.
Dopo la rivoluzione del ’64 fu chiamato Palazzo del Popolo e vi si insediarono gli uffici del governo fino agli anni ‘90. Nel 1994 fu inaugurato il  Palace Museum,  museo dedicato alla storia dei suoi sultani e testimonia l’importanza e l’internazionalità del ruolo svolto dal sultanato. L'architettura del palazzo è tipicamente araba.
Alle spalle del Beit el-Sahil, nell’area dedicata all’harem del sultano, si trovavano i favolosi bagni persiani, voluti dal primo sultano di Zanzibar per la propria moglie; inoltre, nelle vicinanze si trovavano l’edificio delle guardie del corpo arabe e delle reali scuderie reali.
forte_araboA pochi passi dalla Casa delle Meraviglie si incontra il Forte Arabo
che sorge sul sito in cui i portoghe
si costruirono nel 1612 una cappella, i cui resti sono ancora visibili nel cortile interno. Il Forte è uno dei più antichi e rappresentativi edifici di Stone Town e fu costruito dagli arabi omaniti a scopo difensivo della città nel 1710 utilizzando pietre di corallo madreporico della preesistente chiesa portoghese.
L’attuale costruzione ha inglobato parte di quella originaria, la quale contava tre ingressi con cancelli, uno dei quali si apriva nel vicino
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 palazzo della Regina Fatima, e un altro nel villaggio di pescatori di Shangani. La pianta del Forte è tipicamente araba a forma di quadrilatero irregolare, con porte squadrate e cinque torrioni (ora ne rimangono solo quattro) e aveva tutte le mura merlate. Degno di nota l’antico portale intarsiato. 

All'interno del Forte vengono anche organizzate manifestazioni culturali; una di queste è il famoso Sauti Za Busara, il festival della musica africana a Zanzibar organizzato da Busara Promotion nel mese di 
febbraio.
stone_town28Sul mare antistante il Forte Arabo e la Casa delle Meraviglie si trovano i giardini di Forodhani. Sono i giardini pubblici il loro nome deriva dal fatto che fino ai primi anni del Novecento la stazione di dogana sorgeva in questo punto. Ancora oggi, tutte le sere verso l’ora del tramonto i giardini si animano di bancarelle che offrono cibarie e bibite locali.
E' anche un luogo molto romantico e suggestivo per godere della vista del tramonto e dei magici colori dell'Africa.
Infine, Stone Town è anche la città natale del famoso cantante Freddy Mercury, e non molto distante dal Forte Arabo si può ammirare l'esterno della sua casa, il cui portone è contrassegnato da una targa con l'incisione "Mercury's House"!



Prison Island: tra le tartarughe giganti e le antiche prigioni degli schiavi
Un luogo molto particolare a largo di Stone Town è Prison Island. Localmente chiamata Changuu, è interessante per la vecchia prigione, peraltro mai utilizzata come tale, e per passeggiare in mezzo alle grosse testuggini che la popolano. 
L’isoletta fu proprietà di un ricco negriero arabo e venne utilizzata nel secolo scorso per isolare gli schiavi più recalcitranti, e successivamente, fu acquistata da Sir L. Mathews, che nel 1893 vi fece costruire la prigione in pietra corallina. In seguito divenne un ospedale per le malattie infettive e venne costruito un altro edificio. 
Negli anni ’70 il governo decise di costruire una guest house.  
Prison Island dista solo 20 minuti di navigazione dalla costa di Stone Town, pertanto può essere abbinata insieme alla visita della città.


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